Tradizionale ma non troppo
Progetto
Volume di Progetto: 2.200 mc Residenziali
Committente: Cliente Privato
Team di Progettazione: Arch. F.R. Angelini
Progettazione strutturale: Arch. F.R. Angelini
Località: Roma
Inizio Progettazione: 2008
Cantiere Ultimato: 2012
Attività svolte
- Progettazione edificio di nuova costruzione
- Rilievi e studio di fattibilità per verifica possibilità ampliamenti
- Pratiche edilizie per l’ottenimento del Permesso di Costruire
- Progettazione strutturale
- Applicazione della L.R. n. 21/2009 “Piano Casa” per ampliamento delle superfici residenziali
- Modellazione tridimensionale e rendering
- Progettazione strutturale e impiantistica
- Direzione dei Lavori e Contabilità di Cantiere
- Progettazione di particolari costruttivi e di dettaglio di cantiere
- Certificazione Energetica
- Servizi catastali
- Abitabilità e Agibilità
Tradizionale ma non troppo2012
Il lotto di terreno nasce per allocare le cubature di proprietà di soggetti estremamente diversi tra di loro e che a loro volta posseggono, numericamente e quantitativamente, cubature tra loro anche molto diverse. La progettazione del piccolo complesso immobiliare ha richiesto un notevole sforzo architettonico distributivo, atto alla creazione di un manufatto che coniugasse tutte le diversità e le omogeneizzasse in un unico organismo architettonico.
Il progetto prevede la costruzione di 10 unità abitative allocate su un totale di otto villini a schiera, due dei quali ospitano tipologia duplex; le unità sono suddivise a seconda dei millesimi di proprietà di ognuno dei compartecipanti e si differenziano in quattro tipologie diverse, che tengono conto sia della cubatura edificabile per ogni proprietario sia delle diverse esigenze nella progettazione. L’insieme costituisce comunque un edificio omogeneo sia nell’aspetto che nelle finiture esterne.
Lo sforzo progettuale è stato “in primis” coniugare le esigenze di tutti i proprietari, creando un edificio che soddisfacesse sia funzionalmente che esteticamente le necessità personali di ognuno.
Sono stati eseguiti, poi, studi approfonditi sull’utilizzo dei materiali attraverso la modellazione tridimensionale. Come emerge dalla galleria fotografica, si è proceduto a trovare i colori, le forme e le geometrie grazie alla renderizzazione, studiando i particolari che arricchissero il tutto.
Il progetto è stato redatto primariamente come progetto definitivo, per mezzo del quale si è acquisito il titolo edificatorio; secondariamente si sono eseguite la progettazione esecutiva, costruttiva e tutte le fasi necessarie per la cantierizzazione dell’opera — dal Capitolato speciale e prestazionale d’appalto al Computo metrico estimativo, posto a base di gara per la scelta dell’impresa costruttrice.
La Direzione dei Lavori è stata eseguita con grande attenzione fin dalle prime fasi dei getti di calcestruzzo, con un attento controllo e verifica di tutte le armature di sostegno, proseguendo poi con la scelta ed il successivo controllo dei materiali da utilizzare per la realizzazione dell’involucro esterno.
L’attento uso di materiali coibenti, dei cassonetti per gli avvolgibili interamente coibentati, una muratura che abbatte notevolmente le dispersioni termiche, gli infissi con vetri basso emissivi, l’utilizzo di un tetto in legno lamellare ricoperto a sua volta di coibente termico ed altri piccoli accorgimenti hanno fatto sì che l’edificio si classificasse in classe A nella certificazione energetica.
L’obiettivo è stato raggiunto attraverso lo sforzo delle diverse figure che hanno operato insieme: ingegneri per le strutture e per lo studio dell’involucro edilizio, nonché per la progettazione impiantistica; architetti per rendere omogeneo il lavoro degli altri professionisti e per la cura del dettaglio — che hanno fatto sì che il prodotto finito risultasse di rilevante pregio architettonico.
Ogni singolo dettaglio è stato progettato all’interno del nostro studio: cancelli esterni e recinzioni, le pavimentazioni esterne bicolore con gres strutturato di colore nero e grigio, l’utilizzo delle pietre naturali per esterno e la coniugazione con materiali quali legno lamellare e cotto a mano. Il tutto coadiuvato dallo studio tridimensionale e dalla renderizzazione, che rendeva veritiero ciò che si andava a disegnare.
Attenzione, durante l’esecuzione dei lavori, agli aggiornamenti normativi in corso: essi hanno consentito la richiesta di ampliamento delle superfici concessionate grazie all’applicazione della Legge sul “Piano Casa”, in aggiunta al cambio di destinazione d’uso di alcuni ambienti accessori trasformati in corso d’opera in superficie residenziale.
Tradizionale ma non troppo
Realizzato